i Radiodervish (tra poco anche in tv...),la neve alta in città, colleghi very nice anche per Natale...
Sto ascoltando
Amor Fou,Piano Magic,Radiohead,Edwood
Vorrei tanto
Citazioni
"Giuda baciami ancora
finch� avrai fiato e vita
fino alla ricompensa
finch� avrai fiato e vita
fino alla ricompensa
finch� avrai fiato e vita
fino alla ricompensa
B�same,B�same,B�same,B�same
D come dannata ingenua
D come dannata ingenua
D come dannata ingenua..."
(Carmen Consoli,ovviamente...)
Artisti preferiti
Italiani:
Pacifico
Carlo Fava
Vinicio Capossela
Carmen Consoli
Max Gazzè
Mango
Francesco De Gregori
Franco Battiato
Stranieri:
R.E.M.
Queen
Morrissey & The Smiths
Genesis & Peter Gabriel
Radiodervish
Radiohead
Pearl Jam
Com'è cambiato il mondo da quando le statistiche sugli strumenti di
scrittura, mandato in pensione il calamaio, celebravano i fasti delle
Replay, la domenica pomeriggio ci si organizzava in squadre armate di
santa pazienza per trovare la frequenza radio di "Tutto il calcio minuto
per minuto", dimenticata puntualmente ogni lunedì, si recitava ad alta
voce slogan convincenti per sedurre arcigni genitori a passarci al
telefono, senza preventivi interrogatori cia/fbi/kgb, i compagni di
banco che avevano stenografato con precisione le pagine e i numeri degli
esercizi di matematica (quando ancora i fogli di Excel non esistevano),
e le massime frontiere dei videogiochi sembravano arrestarsi agli
illustri fasti del semi-insensato Mr Pacman.
Poco fa mentre parlavo al cellulare (in carica), ho preso un appunto su
un foglio word e con un copia e incolla, grazie alla connessione
wireless, ho subito controllato l'esattezza dell'indirizzo web annotato.
Ho riposto nella sua confezione un termometro elettronico bugiardissimo,
mi sono districata dal groviglio di fili, ho preso fiato, bacilli e
mucoinsolubile permettendo, e ho pensato: la tecnologia ci sommergerà.
Due i motivi principali del rassegnato allarme: l'invasione di
informazioni(con azzeramento del tempo libero e della privacy) e la
costruzione di un mondo parallelo. Ormai rischiamo di vivere vite
multimediali e multitasking, senza un attimo di respiro o un senso
libero di riposarsi. Qualche giorno fa, scesa dal treno, ho creduto di
essere approdata in un girone dell'inferno. Io non andavo di fretta, ma
un fiume di gente in un brusio indistinguibile mi trasportava verso una
direzione non scelta, comunicandomi per empatia irrazionale
un'irrefrenabile, fisica foga di correre nel flusso inarrestabile, fosse
anche solo per non rallentarlo. Al vociare dei passeggeri, ai frammenti
scomposti di conversazioni multiple, in diretta, in differita in
suonerie e registratori, e a distanza tramite i cellulari, si aggiungeva
una delle più moderne iatture delle stazioni ferroviarie, la pubblicità
ipnotica e ossessiva ripetuta fino allo sfinimento sugli schermi-tv. Ai
volti, colori e luci degli spot video, si sommavano i cartelloni formato
maxi del MoneyGram e del Ministero della Sanità. "Sssh, non voglio
sentire, non voglio vedere..." pensavo come un Edipo davanti a una
Sfinge dell'iper-realtà tecnologica. Gli impegni non si affiancano più,
si accavallano e sovrappongono, così che mentre si compie un'azione,
altre sono programmate, raccontate, rivissute o procrastinate. Le
percezioni affollano, il tempo si dilata, gli spazi diventano infiniti e
azzerati allo stesso momento. Mentre scrivo, mi sono arrivati sms e
telefonate in un raggio ristretto di 50 km, ma mail da un raggio
ampliato fino all'indefinito. Poco fa, ho accettato l'ennesimo
trattamento dei dati personali, ai sensi dell'art. ecc.ecc. Pensi di
re-inserirli ogni volta, poi invece scopri che molti dati girano da
fonte a fonte, e non sai neanche come. La sensazione è quella di avere
una scheda segnaletica che passa di mano in mano arricchendosi di
dettagli inestinguibili, a portata perenne di Google o appannaggio degli
Archivi di Stato. Sissignore, perché come si diceva in Notting Hill le
notizie di oggi non serviranno a rivestire la pattumiere di domani. Di
questi tempi, d'altronde non c'è emeroteca, videoregistratore, raccolta
di figurine che tenga. La bibbia dei nostri tempi che rende immortali le
gesta indimenticabili e dimenticabili dei contemporanei si chiama
YouTube. E ogni classico ha le sue epitomi. Ieri mi sono imbattuta per
caso in un'antologia youtubiana di spot degli anni '80
http://www.torinointernational.com/spot80/(favoloso, in ogni caso!) ...E
in questo iperdocumentarismo, come distinguere realtà vera e verosimile?
La condivisione fraterna-compulsiva dei dati ha poi uno strumento
inquietante in ascesa, http://www.lastfm.it/, la social music revolution
in cui gli schiavi della rete globale accettano di rendere pubbliche le
statistiche dei propri ascolti musicali su pc e ipod, su cd e mp3. A
seconda degli artisti preferiti, ognuno ha dei vicini virtuali di
ascolti e io ho scoperto oggi di averne uno che ha come nick Thorne.
Come un personaggio di Beautiful?Sigh. Sì. Che campeggia logicamente
nella foto del suo profilo con tanto di cagnetto d'epoca al suo fianco.
Ma il personaggio lasteffemmesco non è made in USA, ma sarebbe
originario della Finlandia, dove dichiara di aver visto la luce 22 anni
fa. Mi sfugge il sesso di tale Thorne della Scandinavia. Ma Last.fm
attesta, pur basandosi solo parzialmente sui miei ascolti, visto che il
programma capta-dati non mi funziona 29 giorni al mese (pensate a cosa
accade a febbraio!), che la nostra compatibilità musicale è super.
Aaaargh.
God save the reality (nel senso di realtà!).
Un paio di giorni fa ho finalmente finito di scrivere un saggio che mi ha tenuta impegnata per diverse settimane(in realtà lo devo correggere e per ora è rimasto ancora dov'è,ma comunque...).
Erano le 2.Ho dato un'occhiata alla mia stanza.
C'erano in ordine casuale fogli sparsi dappertutto,pavimento compreso,senza un ordine apparente,cd sigillati,custodie senza cd,cd nella custodia sbagliata,agende aperte,la Moleskine da reporter che inizia a non chiudersi bene,libri in edizione con cofanetto,libri rilegati,libri spaginati,libri in edizione economica,libri in edizione "compratelo in edicola",un pacco di biscotti,un groviglio di cavi,cavetti,cuffie,una sorta di giungla tricolore blu,nera e bianca in cui Indiana Jones avrebbe avuto più di qualche problema di orientamento,penne che non scrivono,oenne datate,portamine senza mine,matite spuntate,centesimi di euro orfani di borsellino,un borsellino,manuali di istruzioni quasi mai sfogliati e perfettamente inutili,del cui contenuto si ignora la consistenza,uno scatolino di confetti,post-it del tempo che fu,bollette presumibilmente pagate(fino a prova contraria!),occhiali da vista, evidenziatori azzurro-rosa-giallo-arancione un po' asciutti ma anche no.
Ho osservato la scena dall'alto del mio m 1,60 e ho urlato mentalmente:"Salvatemi da questo inferno!!!"
Poi sono riuscita per fortuna a ridare alla stanza un aspetto umano,anzi a renderla quasi impeccabile:io amo l'ordine,ma per non turbarlo,riponendo le cose al posto sbagliato,preferisco sparpagliarle dappertutto :).
Forse anche la mia vita soffre di una forma simile di disordine:non riesco a buttare niente,vorrei mantenere volti,ricordi,persone sempre al mio fianco,senza dover scegliere e dover lasciare qualcuno per strada.Invece la vita separa e io mi ritrovo a dover selezionare le canzoni da ascoltare per trovarne di non legate a doppio filo a una conversazione,a un'attesa vana e solitaria,a una speranza disattesa,a un sogno infranto,a qualche raro momento di felicità che sembra destinato a non tornare.Ed è difficile riallacciare i rapporti con una persona che non riesci ad incontrare.Io so quello che vorrei realizzare,conosco fin nei minimi dettagli quello che forse è il mio sogno più importante. Però oltre alla volontà,serve il coraggio.E quello al momento mi manca.Forse preferisco nascondermi...E non dovrei,lo so,non dovrei.
Intanto,è cominciato un altro settembre...
Riflettevo poco tempo fa che per me da due anni a questa parte è stata un mese davvero topico.
Due anni fa ero sentimentalmente molto confusa.Dissi ad un amico:"No,basta,la mia vita sentimentale è sufficientemente complicata,non voglio conoscere nessun altro".Poi si semplificò di un colpo,perchè l'amore che tortura è molto semplice,è dolore...
L'anno scorso durante una cena buttai lì un'idea molto vaga:"Mi piacerebbe essere direttore artistico di un festival...".
Non c'era nè un progetto,nè un'intenzione.Solo a distanza di alcuni mesi,mi sono resa conto che in effetti aveva espresso questo desiderio...e con l'Arè si è realizzato(anche se il posto di direttore artistico per fortuna era occupato da una persona molto più socievole,cordiale,simpatica...e competente di me!).E quest'anno?cosa mi riserverà settembre?Spero che la chiave di questa risposta non stia nei miei recenti e persistenti problemi di salute...
Il sogno è ancora lì.E non è neanche un sogno,è quello che sento.
"Settembre ci dirà quello che verrà quello che vorrà
Settembre ci dirà quello che sarà quello che verrà
In amore non si da appuntamento a niente
In amore non si sa che cosa viene in mente
Si sta in attesa"
(Luca Gemma - "Settembre")
Sarà che ho visto una puntata illuminante del non fortunato,ma secondo me ben fatto "Pepper Dennis",e non voglio finire anche io a provocare
risse culinarie per sfogare la tensione affettivo-nervosa accumulata e cercare un "chiaro e franco dialogo" in presenza di uno psicanalista(di questo non ho il filmato,sorry!),ma ho preso una decisione importante,che conferma la mia definitiva presa di posizione a favore della sincerità costante,che è anche una forma di massima lealtà.In realtà,ci vorrà tempo affinchè possa mettere in pratica la decisione.Spero di averne a sufficienza...Però sono preoccupata.Normalmente ha attacchi di panico appena apro bocca.Figuriamoci come potrebbe reagire alla rivelazione esplicita di quello che in realtà dovrebbe sapere da molto,ma che non voglio possa più eludere,per eliminare ogni mio possibile rimpianto e lasciarne eventualmente solo a lui.Secondo me mi muore.Non dietro.Casca per terra.Magari gli viene una convulsione.Allora la scena nella mia mente diventa sempre più surreale...Forse dovrebbe essere così:
- Senti,trova un po' di tempo,devo parlarti urgentemente,non posso più rimandare.
- Veramente sono molto impegnato...
- No,trova il tempo,è di vitale importanza e si tratta di una cosa delicata.Ho già chiamato l'ambulanza...
Naaaah,c'è qualcosa che non quadra.Sarà che io sono un punto esclamativo e lui due puntini di sospensione?Questi segni di interpunzione non potranno mica convivere.. nella stessa frase?!
"tu hai tessuto sogni di cristallo troppo coraggiosi e
fragili
per morire adesso
solo per un rimpianto
Ci sarà
dentro e te e al di là
dellorizzonte
una piccola poesia
Ci sarà
dentro e te e al di là
dellorizzonte
una poesia anche per te
Perdona e dimenticherai
per quanto possa fare male in fondo sai
che sei ancora qui
e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà
questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve..."